Una mattina tranquilla, SOLO 38 gradi all’ombra, solo tanta voglia di andare al mare e di arrivare a destinazione prima possibile.
Prendo la macchina, gia’ grondante di sudore, solo per aver sceso 2 piani di scale a piedi, mentre mi preparo psicologicamente e fisicamente per affrontare il caldo che mi aspetta, mi accingo alle operazioni di partenza (inserimento radio, cintura di sicurezza, occhiali da sole, ecc…ecc…ecc…). All’improvviso vedo due occhietti neri che mi fissano, oltre allo spavento iniziale, capisco che fra il tergicristallo sinistro e il cofano c’e’ un uccellino. Dando per scontato che fosse morto (e a questo punto mi chiedo perche’?) e pensando alla puzza che avrebbe potuto lasciare, innesco la marcia e parto, cercando con ogni manovra di farlo cadere. Effettivamente dopo un po’ sparisce. Soddisfatta per la bravura arrivo dalla mia amica. Aspetto che lei scenda e per scrupolo controllo che sul cofano della mia auto sia tutto a posto e… tragedia! Scopro che Lui e’ ancora li, apre la bocca e mi guarda con aria terrorizzata di chi vorrebbe dire aiutami. Superato lo shock iniziale, arriva il panico…e’ vivo, e’ ancora li, io sono l’unica che puo’ aiutarlo, che si fa?? Noto che a causa della mia spiccata perspicacia e delle manovre per farlo cadere ha probabilmente un’ala rotta, e’ talmente piccolo da fare tenerezza, sarà caduto dal qualche nido. Colpa del caldo che mi fa cercare i posti per parcheggiare “coperti” da qualche albero! Arriva la mia amica, e dopo le risate iniziali per un uccello, inaspettato caduto dal cielo (porterà bene? Ci convinciamo di si), arriva il momento dello smarrimento, cosa fare? Dopo aver preso in giro e zittito la mia amica che avrebbe voluto lasciarlo su un muretto nella attesa di un altro uccello che avrebbe potuto aiutarlo. Chiamo mia madre cercando di rintracciare il numero di telefono del veterinario che si occupava dei miei cani anni fa, sperando che non sia in ferie. Sono fortunata e sfortunata, il medico c’e’, ma non si occupa di volatili, ma ha il numero di un veterinario che e’ specializzato in uccelli (e qui le battute si sono sprecate!), una terza amica (che altrimenti avrebbe atteso invano il nostro arrivo) lo rintraccia e gli comunica che stiamo arrivando! Si presenta all’ingresso con un uccello in mano (deve essere destino, sarà per forza un’estate fortunata!), sperando non mi faccia pagare e soprattutto che si tenga il mio prezioso volatile, gli spieghiamo la situazione. Lui e’ titubante, il suo non e’ un centro accoglienza per animali feriti e abbandonati. Quando la giornata di mare sembrava definitivamente andata e la nostra disperazione stava toccando il limite massimo, all’improvviso suona il campanello, (io suggerisco di scappare, mentre lui e’ impegnato, l’amica che ha chiamato, lasciando il suo numero di telefono, non e’ dello stesso parere). Entra una ragazza, caso fortuito ha voluto, volontaria nell’unico centro per volatili di Catania (evidentemente la buona sorte si manifesta da subito). “Gentilmente” le diciamo che ha appena vinto un uccello caduto dal cielo. Fra le sue titubanze e le nostre forti insistenze abbiamo noi la meglio. Non riesce a dire no definitivamente e noi scappiamo, verso il mare aspettando l’uccello della fortuna!
La sera ci ripenso, nonostante le disavventure, e i 2l di liquidi persi per l’eccessiva sudorazione (la mia cellulite ringraziera’), il fatto di aver salvato un esserino da morte certa mi rincuora, mi avvolge una sensazione di benessere e mi fa sentire con la coscienza tranquilla…il mio Karma sarà salito alle stelle, adesso attendo ansiosa la fortuna dell’uccello (sperando di non dover attendere la reincarnazione in un’altra vita)!!! Rido.


