Gennaio 19, 2008

Il BIANCO e il NERO

Archiviato in: Cinema — ossidiana @ 7:38 pm



Nella vita non è tutto bianco o nero… esistono delle sfumature.

Filmetto leggero, che vuole evidenziare lo “scontro-incontro” fra due culture diverse. La regista punta molto sull’impatto visivo che l’unione fisica tra un bianco ed una nera può suscitare nello spettatore. Nadine, esce dall’oscurità di una notte noiosa, lo spettatore non focalizza subito e neanche il protagonista. Il film è scandito dai dialoghi, a volte bisbigliati, altre volte gridati, altre pieni di significati anche se non immediatamente comprensibili; ma anche dagli scontri e gli incontri fisici, che fanno del contatto l’elemento visivo predominante. Tra i cinque sensi è il tatto che prende il sopravvento sugli altri. I protagonisti si sfiorano, poi si stringono la mano, si toccano, si baciano, fanno sesso, fino ad arrivare ad una ‘fusione’ fisica che cerca un corrispettivo concreto nella vita sociale. C’è anche molto dolore, con scene furenti, lacrime, accuse, ma, attorno, mentre il problema razziale fa la sua comparsa in modo quasi velato, pur nella sua precisione di cronaca, quell’amore che domina su tutto è rappresentato quasi con leggerezza, arrotondando le spaccature, pur sempre presenti. In mezzo, grazie ad una galleria di personaggi solo in apparenza minori, si riesce anche a sorridere. Due madri, un padre, amiche di amici, rappresentati ognuno con il suo colore e il suo segno, specie quando è tra questi che si tende a far emergere il problema del razzismo e sono proprio questi gli attori che più convincono e che impreziosiscono il film di leggerezza e credibilità. La Comencini tratta l’aspetto del razzismo con la giusta ironia, senza mai cadere nel volgare né nell’eccessiva stilizzazione e giunge a realizzare nel complesso un’opera sottile, delicata, che scava nei problemi sociali anche se non troppo in profondità. La regista non pretende di dare risposte, si limita a imbastire le contraddizioni del cuore e della società con divertimento e finezza senza perdere di vista le implicazioni amare. E’ un film che lascia poco, è vero. Ma in questo poco c’è anche speranza.