“Se ci penso, non credo di essere mai passato attraverso una successione altrettanto densa di stati d’animo contrastanti: trecce e spirali di ottimismo e depressione. Il mio umore cambiava quattro o cinque volte al giorno, sospinto da episodi marginali o piccoli mutamenti di sfondo che si ripercuotevano e amplificavano nel quasi-vuoto dove crescevano le mie idee. Queste idee, come canne su una falda d’acqua, crescevano parallele e in continua competizione fra loro. Tendevano a sminuirsi o porsi vicendevolmente in ridicolo, senza che una riuscisse a strappare da sola abbastanza spazio o credibilità.” Andrea De Carlo,Treno di panna
“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi” (Marcel Proust)
Il viaggio è la vita, vissuta accanto alle persone che amiamo finché ne abbiamo la possibilità.
Il viaggio prosegue sorriso dopo sorriso e lacrima dopo lacrima. Il carburante è l’amore. A volte ci domandiamo come sarebbe se fossimo altrove, se fossimo altri, continuiamo il nostro percorso procedendo a piccoli balzi qua e là. Viaggiamo alla ricerca di una felicità che ci possa sorprendere e soddisfare che sia ancora in grado di farci emozionare. Ma la vita non si riduce a questa sterile ricerca. Potremmo girare tutto il mondo e non trovare nulla che soddisfi i nostri cuori. Se solo potessimo vedere quanto è immenso il mondo che ci circonda e potessimo per un istante solo perderci nella nostra infinitezza, allora potremmo capire, indossando nuovi occhi che consentano di vedere quanto sono ampi gli orizzonti che questa vita ci regala cominciare ad assaporare dolcemente questa felicità sconosciuta che da sempre è stata lì. “Se non esci da te stesso, non puoi sapere chi sei”. E così frantumando le sbarre siamo usciti dalla gabbia, abbandonando quella casa delle incertezze, delle risposte mai date, da tutti i perché e le lacrime ingoiate, da quelle sere senza sonno e senza meta per scappare su un’isola sconosciuta. Guardare dove ancora non avevamo guardato, cercare dove ancora non avevamo cercato. “Alla ricerca di ciò che un giorno forse ci sarà”.
Per compiere grandi passi avevamo bisogno del sogno, di credere che quell’isola l’avremmo trovata o che in ogni caso era importante la strada che avremmo percorso per cercarla. “Una mappa che non includa Utopia, - diceva Oscar Wilde - non merita neanche un’occhiata”. E con quella mappa siamo saliti sulla nave.
“Fluttuava, al punto di partenza per un lungo viaggio, tranquillissimo in una tranquillità immensa, le ombre dei pennoni riflesse lontano verso oriente dal sole all’occaso. In quel momento ero solo sul ponte. Non proveniva dall’interno il minimo suono, ed intorno a noi nulla muoveva, nulla vibrava, né una canoa sull’acqua, né un uccello in aria, né una nuvola in cielo. In questa esanime pausa, sulla soglia di una lunga traversata, sembrava stessimo calcolando la nostra idoneità ad una lunga ed ardua impresa, compito prescritto da entrambe le nostre esistenze, da adempiere lungi da ogni sguardo umano, con solo cielo e mare per testimoni e giudici”.

