Maggio 14, 2008
Cosa sono i pensieri? Sono le nostre parole.
Cosa sono le parole? Sono le nostre azioni future.
Cosa sono le azioni? Esse si convertono nelle nostre abitudini.
Cosa sono le abitudini? Cio’ che forgia il nostro carattere.
Vigila il tuo carattere, si converte nel tuo destino.
Nella vita, per migliorare, per andare avanti, oltre il nostro quotidiano, non basta superare gli altri, ma e’ fondamentale superare noi stessi, liberarci dalle nostre azioni stereotipate e superare il nostro passato con il nostro presente.
Come diceva Martin Luther King l’uomo dispone di un metodo meraviglioso per risolvere i suoi conflitti, riunciando alla rivincita, all’aggressione e alla vendetta. Questo metodo si chiama amore. L’apprendimento dell’arte di amare richiede disciplina, concentrazione e pazienza ma soprattutto umiltà, coraggio e fede.
E’ fondamentale per vivere e andare avanti non tanto eliminare i problemi, ma crescere con essi. Gli esseri umani piu’ intelligenti, sono quelli che riconoscono che i problemi appartengono alla condizione umana e non misurano la felicità sull’assenza di problemi. Gli insuccessi sono necessari, e’ cosi che si diventa uomini.
Bisogna sconfingere cio’ che eravamo per rinascere da noi stessi , non sempre i legami forti aiutano, alle volte e’ necessario scioglierli per trovarsi, ritrovarsi forse.
Occorre essere come l’acqua che scorre tranquilla e indifferente.
“Tutto segue il suo corso. Se l’acqua è torbida, lasciala tranquilla e da, sola, gradualmente, si renderà limpida. Quando la mente è perturbata e inquieta, lascia agire il tempo e la calma ritornerà lentamente.” Lao-Tse
La vita non e’ un problema da risolvere e’ un mistero da vivere e
“Il compito più importante non è quello di trasformare il mondo, ma quello di trasformare noi stessi.” Giovanni Paolo II
Maggio 5, 2008
In Messico mi sono innamorata dei vasti spazi vuoti che regalano una liberta’ inebriante. Il viaggio dallo Yucatan al Chiapas e’ duro, ma bellissimo; poetico, stancante e sempre del tutto inusuale. Un viaggio interminabile, a toccare il tetto del Chiapas, salire in alto, sempre piu’ in alto senza vedere l’arrivo, solo una jungla infinita, capanne dignitose, donne scavate, con sguardi intensi, bambini allegri, con sorrisi indimenticabili, villaggi poveri, con uomini curiosi e pronti ad aiutarti. I paesaggi sconfinati fanno sentire senza catene, anche se le storie che si raccontano sono intrise del dolore del passato, nel tempo in cui non c’era nessuna liberta’. Abbiamo percorso strade ricche di intensita’ cromatiche e di promesse di avventure. La figura del “sub comandante insorto” Marcos aleggia intorno e stimola la mia fantasia.
“Il mondo che vogliamo è un mondo in cui ci sia spazio per molti mondi. La patria che costruiamo è una patria in cui ci sia spazio per tutti i popoli e per tutte le lingue, su cui camminino tutti i passi, e le si sorrida, e al cui risveglio abbiano tutti contribuito”.
Le stoffe tradizionali, rigorosamente lavorate a mano, sono un trionfo di colori. Qui ho scoperto piaceri nuovi, ai quali non faccio caso altrove, come stringere tra le mani una tazza bollente per riscaldarmi e rivolgere il viso alla pioggia per farmi bagnare. Di magnifico, in Messico, non ci sono solo la jungla e le sue simpaticissime scimmiette urlatrici o volanti appisolate sugli alberi, le rovine o le spiagge sabbiose, c’e’ soprattutto la luce misteriosa delle prime ore del mattino e del crepuscolo. Godere del momento, dondolandosi su un’amaca e avere come sottofondo solo il rumore delle onde del mare, a ovest il sole, rosso fuoco tramonta sulla laguna, a est una miriade di stelle, su un cielo che diventa sempre piu’ nero e che sembra non finire mai.
La riviera Maya, che di Maya ha ben poco con i suoi investitori stranieri, ha comunque preservato un po’ dell’aspetto originario del suo lungomare. Pinneggiando a pelo d’acqua ho ammirato gli eleganti rami di corallo e i pesci che gareggiavano per forme e colori e una barriera corallina meravigliosa. Lo snorkelling all’interno di un cenote (pozze d’acqua dolce, createsi dal collasso di una grotta) resta una scoperta meravigliosa. Vedere spuntare le radici di un albero, che perforano il soffitto delle caverne alla ricerca di acqua e i pilastri di calcare creati da stalattiti e stalagmiti negli anni c’e’ di che rimanere senza fiato, in un silenzio che ha dell’irreale. I pipistrelli si aggirano come unici padroni indisturbati del luogo.
Tutte le rovine ti fanno sentire piccola di fronte alla dimensione e all’intelligenza di un popolo scomparso troppo presto, in particolare quelle di Tulum, unica struttura a sorgere sul mare rende l’idea della grandezza di una comunità che ci ha lasciato tanto. Vicino al tempio del vento e’ possibile contemplare il mare color piscina e avvicinandoci alla spiaggia color perla, col vento che attraversa i pensieri e l’anima ti senti padrona del mondo.
Ma mi rendo conto che cio’ che ho visto e cio’ che so non e’ abbastanza. E’ il sapore che mi ha lasciato questa vacanza, ho visto tante cose, ma mi resta la voglia di provarne di piu’..sono appena rientrata che gia’ tornerei.
“Il fiore della parola non morirà.
Può morire il volto occulto di chi oggi la pronuncia,
ma la parola che venne dal fondo della storia e della terra
non potrà più essere strappata dalla superbia del potere.
…Vivremo sempre.
All’oblio torneranno solo coloro che capitolano la loro storia.
…Siamo qui. Non ci arrendiamo.
Zapata vive e, nonostante tutto,
la lotta prosegue.”
Aprile 24, 2008
“…e’ successo cosi, mentre guardavo la notte diventare notte dietro la finestra, cercando di capire come mai c’era una parola: domani, che non riuscivo a mettere a fuoco e cosa fosse quel brivido che mi tagliava la schiena ogni volta che la pronunciavo. Poi qualcosa ha attraversato l’aria: un passaggio di ali, e cosi mi sono tuffato in questo universo per vedere che faccia hanno i nostri pensieri, quando sono liberi dal peso delle cose. La storia di questo viaggio e’ tutta qui, in queste note e in queste parole. Ma non ci sono risposte non le cercare, non commettere l’errore che facciamo, quando parliamo di viaggio, ma pensiamo solo al posto dove andare e quale è il modo per arrivarci più in fretta possibile. Cosi si perde quello che c’e’ in mezzo e la vita e’ esattamente questo, quello che c’e’ in mezzo. Allora libera il tuo cuore, raggiungimi sulla coda del tempo, non importa se non hai mete da invitare, guardando il tempo negli occhi capirai che il senso del viaggio non e’ arrivare e’ viaggiare…”
C. B.
Aprile 7, 2008
“…Sono un viaggiatore e per un viaggiatore il momento di partire arriva sempre, anche se sembra che la vita trascorra come una vigilia senza fine, nell’hangar nel quale ci siamo rifugiati a lucidare i nostri giorni. Eppure arriva, a volte all’improvviso, prende alle spalle e non lascia il tempo di pensare. A volte, dopo un’attesa così lunga che siamo quasi convinti che non partiremo più, e invece, e’ il bisogno di risalire le correnti dei pensieri e capire, se quello che ci fissa dal fondo dello specchio e’ ancora il nostro sguardo o se qualcuno, nel frattempo, ci ha rubato occhi e parole e trasmette sulla nostra frequenza. E’ cosi che ci si ritrova a viaggiare sulla coda del tempo non per perderti ma per trovarti, ritrovarsi forse. Ritrovare la stagione nella quale sapevamo prendere tutto dal niente, la luce e lo stupore di uno sguardo che riusciva a rendere unico e irripetibile ogni istante. Quello che fa scattare questo bisogno e’ un punto interrogativo, un punto interrogativo che sale, quando le certezze si scheggiano e ti accorgi che le domande sono più delle risposte. All’inizio e’ una voce lontana la senti appena, poi lentamente si avvicina, le parole diventano sempre più chiare, alla fine occupano tutto lo spazio che possono occupare e non puoi fare a meno di ascoltare…”
C. B.
Amici, mi assentero’ per un po’. Ci rileggeremo a fine mese…
Marzo 31, 2008
“Il problema non e’ quanto aspetti, ma chi aspetti.
Fosse stato per me l’avrei trattenuto per sempre.
…quando sei felice sei piu’ gentile con gli altri…ma io il re della coda di paglia ho cominciato a farmi mille paranoie.
Certe persone, razionalmente capisci che ti fanno male, ma non puoi liberartene perche’ nascono in te le stesse dinamiche mentali di un tossicodipendente e persino una cosa semplice come mandare un messaggio diventa oggetto di dubbi universali. Il problema fondamentale tra loro e’ che entrambi amavano la stessa persona: lui!
La vecchiaia e’ un posto dove vivi di ricordi. Per questo, quando sei giovane, vivi creandotene di belli.
Rimaniamo qui, sui nostri reciproci infiniti. Chi sei, come sei senza di me?
Una ragazza consapevole e’ una donna a qualsiasi età.
Non so nemmeno se esiste l’uomo giusto. Anzi penso che la persona giusta esiste solo se tu ci credi. Se ci credi puoi fare di quella una persona giusta.
La vita non e’ cio’ che ci accade, ma cio’ che facciamo con cio’ che ci accade. Il per sempre e’ un’illusione, noi siamo per l’adesso.
Non e’ essere se stessi che mi affascina in un rapporto a due, ma avere il coraggio di essere anche altro da se’.
C’e’ un detto indù che recita: “Non c’e’ niente di nobile nell’essere superiore a qualcun altro. La vera nobiltà consiste nell’essere superiore al te stesso precedente”.
La vita e’ la droga piu’ potente del mondo.
Non si smette di giocare perche’ si diventa vecchi, ma si diventa vecchi perche’ si smette di giocare.
E’ bello ogni tanto avere la sensazione di smettere per cambiare.
Io e lei, insieme, anche se non facevamo niente, non avevamo la sensazione di perdere tempo.
Non conosco la strada per tornare indietro e non ne vedo una.
Spesso cio’ che e’ meglio non e’ quello che fa star meglio.
Era una tristezza profondamente malinconica ma serena.
Diamoci una possibilità, prima di perderci per sempre”.
Fabio Volo
Muore solo un amore che smette di essere sognato.
Pedro Salinas